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giovedì 14 febbraio 2013

Fragile come una farfalla, dolce come l'amore...

Capita a tutti di ricordare, del tutto fuori contesto, frasi lette o ascoltate qua e là. Questa, in particolare, credo appartenga a qualche canzone ma ciò che trovo davvero singolare è che mi sia balzata alla mente mentre sfogliavo un libro, di ricette per dolci al cioccolato, firmato dalla prolifica Donna Hay.

L'ho considerata la premonizione per la perfetta ricetta di S. Valentino: ho preso la traccia della sfoglia alla spuma di cioccolato bianco di Donna, ho fatto le mie aggiunte ed eccola qua. Ricettina veloce e di sicuro effetto per la festa degli innamorati.



























SFOGLIA ALLA SPUMA DI CIOCCOLATO BIANCO E LAMPONI

sabato 4 agosto 2012

Voglia cioccolatosa...

che ti assale nonostante fuori ci sia un caldo da far pascolare i cammelli. E allora che si fa? Si cede ovviamente e si cerca di pensare alla ricetta che per tempistica riesca a conciliare la necessità di tenere il forno in funzione solo fino al momento di riaccendere il condizionatore (la convivenza dei due è una sfida improponibile per la mia utenza domestica). E la risposta è facile: biscotti all'avena, golosi, friabili e cioccolatosi al punto giusto. E visto che male non ci sta, ci aggiungo anche il bonus cocco ;)



BISCOTTI D'AVENA "CIOCCO -COCCO"

Per 20 biscotti

100 g burro
100 g zucchero di canna
1 uovo
100 g fiocchi d'avena
2 cucchiai acqua
100 g farina
1 cucchiaio cacao amaro
1 cucchiaino lievito in polvere
100 g cioccolato fondente ( a pezzetti)
75g cocco secco grattugiato

- Mettere il burro ammorbidito in una ciotola e lavorare con lo zucchero fino ad ottenere una crema soffice.

- Aggiungere l'uovo e continuare a lavorare. Incorporare gradualmente l'acqua e i fiocchi d'avena.  Continuare a mescolare, setacciando sul composto, la farina, il cacao, il lievito. In ultimo aggiungere il cocco e il cioccolato tagliato a scaglie piuttosto grosse.

- Foderare 2 teglie con carta forno e distribuite l'impasto a cucchiaiate, senza appiattirlo, distanziandole bene l'una dall'altra. Far cuocere in forno preriscaldato a 180° per 15 minuti. Sfornare e lasciare raffreddare 5 minuti prima di trasferirli su una gratella. 

Una volta raffreddati trasferire in una scatola di latta. Si conservano 7 giorni ... ma questo dato non è verificato perchè non mi sono mai durati così tanto XD

venerdì 30 marzo 2012

Là dove fioriscono i limoni


L’origine della Caprese (la torta! Non la mozzarella col pomodoro ;p) si perde tra la leggenda e l’accurata ricostruzione promozionale. La storia più diffusa sarebbe quella di un pasticciere ( tale Carmine del Fiore) che, verso gli anni 20 del secolo scorso, ricevette la commissione di un dolce da 2 gangster americani: tale fu l’agitazione del malcapitato da dimenticare la farina. Dalla sfortunata dimenticanza nacque un dolce soffice e leggero che piacque tantissimo agli Yankee. Tralasciamo il fatto che tutti i dolci italiani sembrano nati a seguito di qualche disgrazia, vorrei spendere due parole su quelle riviste o blog che partono in quarta con “Questo dolce antichissimo…”: ma stiamo scherzando? Antico? E allora il Babà cos’è: il dolce delle mummie?
Se c’è un grammo di verità in questa storia, è che la ricetta sicuramente nasce per venire incontro al gusto del turismo d’oltre oceano che, all’inizio del secolo scorso, ha cominciato a fare la fortuna dell’isola. Dagli alberghi è poi passata ai bar e da lì alle case. Oserei addirittura dire che il gusto richiama quello dei brownies, senza avere, però, quella consistenza un po’ umidiccia e pastosa che non sempre incontra il favore dei palati nostrani. Al contrario la caprese è morbida, leggera nella consistenza e intensamente gustosa.

La ricetta che uso io è quella base e, data l’assenza di farina, perfetta anche per chi soffre di intolleranza al glutine (avendo l’accortezza di non infarinare la teglia). Tra amici di famiglia e libri ho trovato le variazioni più incredibili: c’è chi ci aggiunge le nocciole ( oibò, siamo in Piemonte?), chi ci aggiunge un po’ di fecola di patate (Obbrobrio!!), chi un bicchierino di liquore Strega (mah!) o di limoncello (ok, questo lo faccio passare ma solo perché è un prodotto locale).

L’unica licenza che mi permetto è la scorza ed il succo di un limone da giardino, perché gli agrumi esaltano il cioccolato e perché, se si parla di Capri e della costiera Amalfitana, quello è il profumo più evocativo.




TORTA CAPRESE