Scherzi a parte, questa ricetta mi ha stuzzicato troppo per non condividerla. Unisce molti elementi che mi attraggono sempre in una pietanza: la cremosità, il gusto delicato e l'ispirazione francese. E si, la cucina francese è il mio grande e primo amore culinario anche se sono passati molti anni prima che trovassi ricettari (e, God bless the net, dei blog) che mi portassero un po' oltre la definizione di crepe o di zuppa di cipolle. Quindi non posso dirmi un'esperta. Sono più una cuoca pasticciona che apprezza tutte quelle tradizioni gastronomiche, che, come la nostra, portano impressa in un piatto la storia di vite rurali, invasioni culturali, guerre e rivoluzioni. Una cucina che non è solo panna e burro ma che, in effetti, spesso ne usa nei piatti che ne sono l'emblema.
E, a dirla tutta, la blanquette (o stufato bianco) è un piatto che non ho mai cucinato per la presenza della panna (anche se non in quantità smodata) ma soprattutto perchè non mi ritrovo mai tutti gli ingredienti in casa. Come dice il nome, tutto deve essere bianco, quindi carne di vitello, pollo o coniglio. Verdure di accompagnamento sono di solito funghetti, cipolline oppure sedano rapa e patate. Insomma alla fine, dopo aver avuto in mente la ricetta per mesi, mi sono decisa a prepararne una versione alleggerita e colorata. Se si vuole fare la versione classica, basta sostituire lo yogurt con la panna fresca e utilizzare le verdure che ho elencato sopra (in particolare funghetti e cipolline).
"QUASI" BLANQUETTE DI POLLO

