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lunedì 12 novembre 2012

Wagashi autunnale


Un auto-imposto regime dietetico mi ha un po' tenuta lontana dai fornelli (o meglio dalle ricette che solitamente mi piace sperimentare). Proprio mentre studiavo la maniera di trovare un piatto nuovo fattibile con gli ingredienti concessimi,  mi sono venuti in menti i wagashi (i dolci giapponesi, in genere consumati bevendo il tradizionale tè macha). L'anno scorso, in un negozio della Minamoto Kitchoan , oltre ai soliti dolcetti graziosi ma zuccherosi in maniera quasi eccessiva (e necessaria essendo accompagnati, di norma, da un tè amarissimo), ho scoperto delle gelatine delicatissime, con un etereo gusto fruttato e un sentore amabilmente zuccherino  indefinito come un ricordo.

Pensando al delicato equilibrio di sapore dei dolci giapponesi e al fatto che sono preparati con forme e sapori che richiamano la stagione, ho creato una gelatina al cachi (il mio frutto autunnale preferito).
Mi sono ispirata ad una ricetta di derivazione nipponica trovata in questo  sito http://1tess.wordpress.com/, ma ne ho variato esecuzione e qualche ingrediente per esaltare al massimo il sapore naturale e il profumo del frutto. La ricetta è ideata per un qualsiasi tè nero ma io ho usato, e consiglio, il Ceylon Orange Pekoe: ha un sapore intenso ma non troppo amaro, con un fresco aroma che quindi si sposa bene con la dolcezza del frutto.



GELATINA DI CACHI  PROFUMATA AL  TE' NERO

sabato 27 ottobre 2012

Certi giorni...



Ti piglia una tale uggia, un tale malumore che una piccola consolazione, senti di meritartela. Niente di troppo complesso o stancante: una sana, autunnale e tradizionale crostata di mele. 
In fondo gli ingredienti sono molto comuni e di solito onnipresenti in casa: uova, zucchero, farina, burro ....burro?! E così, il piano di lavoro già sgombro e gli utensili preparati, ti accorgi che in frigo è rimasto solo un insulso rimasuglio di burro che, si e no, è buono per fare 3 biscotti.

Una persona ragionevole rimanderebbe tutto, una dinamica uscirebbe in direzione del primo supermercato...una persona incredibilmente pigra e ostinata si mette a modificare la ricetta. Ne è uscita una frolla allo yogurt decorata con mele leggermente caramellate (la foto non rende giustizia al colore e al  gusto). La frolla, avendo meno grassi, è ovviamente meno friabile ma ugualmente leggera e molto più digeribile.
Sulla base della frolla ho spalmato della marmellata di cotogne fatta in casa: ha una punta di acidità finale che, secondo me, si sposa perfettamente con le mele cotte. Ovviamente, anche se più povera di grassi, è sempre un dolce goloso e ricco di zuccheri. Quindi buon appetito ma evitate il bis ;)







CROSTATA DI MELE CON FROLLA LEGGERA

sabato 14 luglio 2012

A mi me gusta




Caldo torrido e feroce, nessuna voglia di cucinare, figurarsi di accendere il forno! E allora in aiuto questa ricetta della calda Andalusia; preparazione facile, sana, veloce e rinfrescante: gazpacho per tutti!! E anche economica, se vogliamo dirla tutta (gli ingredienti per 4 persone non costano più di 5 euro).
Può essere considerato un fresco antipasto (magari servito in bicchierini) oppure un primo leggero (una grossa scodella può appartare dalle 200 alle 250 kcal). Le varianti sono diverse ma traggono tutte origini da ingredienti poveri e contadini (principali sono il pomodoro, il peperone e il cetriolo) con aggiunte e variazioni nelle dosi a seconda del gusto personale.
Per esempio io non aggiungo l'aglio che è presente in molte ricette ma che, personalmente, combinato con il peperone crudo, trovo sia una sfida per la digestione. Può essere preparato in anticipo e conservato in frigo per un intero giorno (non è consigliabile conservarlo più a lungo perché poi le verdure fresche cominciano
ad ossidare ed, oltre a perdere apporto vitaminico, comincerebbero a diventare acquose).


GAZPACHO ANDALUSO

domenica 8 luglio 2012

Agar agar...istruzioni per l'uso


Da quando ho letto che i giapponesi usano questo prodotto per i loro dolci ho sempre avuto il desiderio di provarlo: si usa per addensare e gelificare e ha lo stesso funzionamento dei fogli di gelatina o colla di pesce, con la differenza che si ottiene da certe alghe e quindi è completamente vegano (mentre la gelatina è di origine animale e non scrivo come si fa altrimenti qualcuno potrebbe non avvicinarsi più alla panna cotta finché campa). A differenza della gelatina si scioglie a temperatura abbastanza alta ma si rassoda anche più velocemente e, inoltre, riesce a solidificare liquidi molto acidi (tipo succhi di frutta) che in genere non reagiscono con la gelatina animale. E' consigliabile sciogliere l'agar agar in poco liquido bollente e poi aggiungere gli altri ingredienti da addensare (possibilmente non freddi, se no si ottiene un troppo rapido sbalzo termico che produce una sorta di grumi) ma, se il preparato non venisse della consistenza desiderata basta rimettere il tutto sul fuoco a sciogliere e aggiungere un altro po' di gelificante.

Infine, questa è una mia considerazione personale: usandolo per preparare budini o simili, la consistenza al palato pare più delicata eppure ho come l'impressione che sazi di più.

In genere si trova in commercio nei negozi alimentari etnici (sotto forma di cubetti disidratati o filamenti che però non mi hanno mai ispirato molto) o nei negozi alimentari bio (in polvere, in genere 2-3g, ossia un cucchiaino da té scarso, bastano per 500 ml di liquido).


Il primo esperimento, a dirla tutta, mi è venuto un po' raffazzonato, complici la fretta e la scelta di una ricetta che richiede molta pazienza. Ho voluto provare a fare il Rainbow Agar,  dessert molto diffuso in Malesia. Visto il caldo tropicale, una gelatina a base di latte di cocco mi sembrava l'ideale XD Ho voluto però strafare utilizzando, invece di acqua zuccherata e colorata, dei succhi di frutta e ciò ha reso la preparazione un po' più instabile. Inoltre invece di una forma grande, in questi casi, rende meglio l'utilizzo di formine (ma come già accennato, io non ho avuto pazienza).

domenica 24 giugno 2012

Il porridge estivo

Per parecchio tempo ho irriso le abitudini alimentari dei britannici e, tra i piatti che tradizionalmente fanno parte della loro dieta,uno di quelli che meno mi sarei sentita invogliata ad assaggiare era il porridge (che, a voler proprio essere gentili, paragonavo alle pappette per svezzare i neonati). A parte l'aspetto ero convinta che fosse troppo dolce e facesse ingrassare (e ciò può essere anche vero, perchè il grado di zucchero e grassi di questa pietanza può variare molto a seconda della preparazione). Comunque, quando ho cominciato a capire che la colazione in stile inglese ti dà la carica per tutto il giorno e,se si fa attenzione ai grassi utilizzati, è anche più sana del nostro cornetto+cappuccio, mi è nata la curiosità di assaggiare il porridge. Io in genere lo preparo solo con latte e fiocchi d'avena (proporzione 2 a 1) cuocendo per una decina di minuti a fuoco medio. Non aggiungo zucchero ma un cucchiaino di miele e poco latte freddo quando la pappetta è pronta. A me piace prepararlo molto denso ed è l'ideale sia per colazione o per una cena leggera, così caldo e cremoso. Inoltre ho scoperto che fa anche benissimo, introdotto anche nei regimi dietetici perchè l'avena ha fibre, vitamine, pochi zuccheri e, nella cottura, i fiocchi si gonfiano, quindi l'apporto calorico è limitato (con 50 grammi di fiocchi si ottiene una scodella grossa di porridge con apporto calorico tra 300 e 350 kcal, utilizzando anche il latte intero e il miele).

Il problema viene con la stagione estiva: per quanto buona e salutare possa essere, una pappa calda non si è proprio invogliati ad ingurgitarla quando ci si alza con una temperatura che promette di superare i 30 °. In nostro soccorso arriva le ricetta del Summer Porridge, ricetta da preparare a freddo che, oltre ad essere una fresca colazione o un leggero pasto serale, nella versione di cui do la ricetta, è un concentrato di ingredienti brucia grasso (yogurt, mela, avena).





SUMMER PORRIDGE