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lunedì 12 novembre 2012

Wagashi autunnale


Un auto-imposto regime dietetico mi ha un po' tenuta lontana dai fornelli (o meglio dalle ricette che solitamente mi piace sperimentare). Proprio mentre studiavo la maniera di trovare un piatto nuovo fattibile con gli ingredienti concessimi,  mi sono venuti in menti i wagashi (i dolci giapponesi, in genere consumati bevendo il tradizionale tè macha). L'anno scorso, in un negozio della Minamoto Kitchoan , oltre ai soliti dolcetti graziosi ma zuccherosi in maniera quasi eccessiva (e necessaria essendo accompagnati, di norma, da un tè amarissimo), ho scoperto delle gelatine delicatissime, con un etereo gusto fruttato e un sentore amabilmente zuccherino  indefinito come un ricordo.

Pensando al delicato equilibrio di sapore dei dolci giapponesi e al fatto che sono preparati con forme e sapori che richiamano la stagione, ho creato una gelatina al cachi (il mio frutto autunnale preferito).
Mi sono ispirata ad una ricetta di derivazione nipponica trovata in questo  sito http://1tess.wordpress.com/, ma ne ho variato esecuzione e qualche ingrediente per esaltare al massimo il sapore naturale e il profumo del frutto. La ricetta è ideata per un qualsiasi tè nero ma io ho usato, e consiglio, il Ceylon Orange Pekoe: ha un sapore intenso ma non troppo amaro, con un fresco aroma che quindi si sposa bene con la dolcezza del frutto.



GELATINA DI CACHI  PROFUMATA AL  TE' NERO

sabato 5 maggio 2012

Il cibo degli angeli

E' il tipico ciambellone americano, da non confondere con la simile chiffon cake da cui differisce per l'assenza di tuorli d'uovo: è l'angel food cake. Chiamato così perchè è così soffice, delicato e chiaro da sembrare una nuvola e, a dirla tutta, senza neanche un grammo di grassi o colesterolo. Infatti una fetta da 100g (un fettone, data la leggerezza del dolce) apporta circa 250 Kcal contro le 350 minimo di una qualsiasi altra torta. Ovviamente è sempre un dolce, e i carboidrati e lo zucchero si affezionano così facilmente da non staccarsi più dalle cosce ma almeno, una angel food cake ci costa qualche minuto in meno di cyclette e si conserva molto a lungo senza perdere la caratteristica morbidezza.

Caratteristica principale della ricetta è il numero enorme di uova (di albumi per la precisione), che la fanno crescere senza neanche usare il lievito. Nella mia ricetta ne erano previsti addirittura 12 e questo mi aveva sempre fatto rinviare il tentativo perchè....che cosa avrei dovuto farne di 12 tuorli? Qualcuno avrei anche potuto consumarlo ma il resto? E di surgelarli non se ne parla nemmeno perchè, mentre gli albumi si mantengono piuttosto bene, i tuorli surgelati diventano una poltiglia collosa che ispirano il disgusto, altro che la voglia di mangiarli!

Poi al supermercato ho trovato questa confezione di albumi già belli pronti e pastorizzati e non ho avuto più scuse per rimandare l'esperimento ^_^



 Ho scelto la versione al Matcha (il pregiatissimo tè verde giapponese in polvere) che con l'aroma amarognolo ed erboso equilibra quell'uso piuttosto abbondante di zucchero dei dolci statunitensi. Altro strumento utile (ma non indispensabile) è il tipico stampo con i piedini e i foro centrale che permette, uno volto cotto il dolce, di capovolgere lo stampo per far raffreddare l'impasto senza farlo ammassare. Un altro trucco è infilare lo stampo capovolto sul collo di una bottiglia (tanto il dolce non cade).

Volendo si può usare un qualunque altro stampo a ciambella a bordi molto alti. Se invece si usa lo stampo normale, si può lasciare il dolce a raffreddare in forno: si abbasserà leggermente ma restando comunque soffice (però in questo caso è meglio dimezzare le dosi, perchè è un dolce che gonfia tantissimo).



MATCHA TEA ANGEL FOOD CAKE