domenica 17 giugno 2012

E' arrivata l'estate...

...ma io ai cupcake non ci rinuncio XD. Ho sperimentato una buonissima ricetta che oltre a non contenere uova, facilmente eseguibile quindi anche con ingredienti vegani, è perfetta con tutti i tipi di frutti rossi. Ovviamente io ho scelto la versione con le amatissime ciliege.





CUPCAKE ALLO YOGURT E CILIEGE

per 10 tortine

60 g farina manitoba 00
30g fecola patate
125 ml yogurt bianco
circa 20 ciliege
2 cucchiai di gelatina fragola (o altri frutti rossi)
80g zucchero
75g burro
mezza bustina lievito per dolci


per frosting
250 ml panna fresca
125 g formaggio cremoso
25g zucchero a velo

venerdì 8 giugno 2012

La mia quasi blanquette.

Niente dolce? E no, non di solo zucchero vive la food blogger e comunque rivendico il mio diritto di titolare di cambiare capricciosamente e arbitrariamente il tema della pagina XD

Scherzi a parte, questa ricetta mi ha stuzzicato troppo per non condividerla. Unisce molti elementi che mi attraggono sempre in una pietanza: la cremosità, il gusto delicato e l'ispirazione francese. E si, la cucina francese è il mio grande e primo amore culinario anche se sono passati molti anni prima che trovassi ricettari (e, God bless the net, dei blog) che mi portassero un po' oltre la definizione di crepe o di zuppa di cipolle. Quindi non posso dirmi un'esperta. Sono più una cuoca pasticciona che apprezza tutte quelle tradizioni gastronomiche, che, come la nostra, portano impressa in un piatto la storia di vite rurali, invasioni culturali, guerre e rivoluzioni. Una cucina che non è solo panna e burro ma che, in effetti, spesso ne usa nei piatti che ne sono l'emblema.

E, a dirla tutta, la blanquette (o stufato bianco) è un piatto che non ho mai cucinato per la presenza della panna (anche se non in quantità smodata) ma soprattutto perchè non mi ritrovo mai tutti gli ingredienti in casa. Come dice il nome, tutto deve essere bianco, quindi carne di vitello, pollo o coniglio. Verdure di accompagnamento sono di solito funghetti, cipolline oppure sedano rapa e patate. Insomma alla fine, dopo aver avuto in mente la ricetta per mesi, mi sono decisa a prepararne una versione alleggerita e colorata. Se si vuole fare la versione classica, basta sostituire lo yogurt con la panna fresca e utilizzare le verdure che ho elencato sopra (in particolare funghetti e cipolline).




"QUASI" BLANQUETTE DI POLLO

domenica 20 maggio 2012

Girandolì, girandolà


Visto che questa primavera non vuole proprio saperne di mostrarsi, ecco un'altra ricetta deliziosa a tema cannella. I cinnamon roll o girelle (rotolini) alla cannella non sono molto complicati ma necessitano di un bel pomeriggio uggioso, in cui non si abbia voglia di tirar fuori il naso, speso molto tranquillamente tra un impasto e una pausa di levitazione.
La ricetta che posto non è molto zuccherata né particolarmente grassa, quindi, più che brioche fragranti, si ottengono  dei panini al latte aromatizzati e leggermente dolci (lo zucchero è quasi assente nell'impasto e la dolcezza dipende dalla glassatura).

GIRELLE ALLA CANNELLA

domenica 13 maggio 2012

Mela e cannella

E' una combinazione che mi richiama subito alla mente il Trentino, tipica dello strudel ma anche di tisane locali e delle feste invernali...quindi perfetta per questa primavera, che di primaverile non ha proprio nulla, passata tra piogge torrenziali e anticipi d'estate. E poi io sono una drogata di cannella, per cui ogni momento è buono per cucinare dei cupcake alla mela. A seconda della quantità e consistenza della frutta, la riuscita può variare molto.
Se si mette la mela a cubetti o se ne mette poca, i dolcetti cresceranno parecchio mentre, se si decide di frullarla (come piace a me e, in questo caso si può anche essere generosi con la quantità di frutta: io per esempio ne metto anche il doppio rispetto a quella segnata in ricetta) verranno dei tortini più bassi, ma comunque cresciuti,e morbidissimi.



TORTINE ALLA MELA E CANNELLA

sabato 5 maggio 2012

Il cibo degli angeli

E' il tipico ciambellone americano, da non confondere con la simile chiffon cake da cui differisce per l'assenza di tuorli d'uovo: è l'angel food cake. Chiamato così perchè è così soffice, delicato e chiaro da sembrare una nuvola e, a dirla tutta, senza neanche un grammo di grassi o colesterolo. Infatti una fetta da 100g (un fettone, data la leggerezza del dolce) apporta circa 250 Kcal contro le 350 minimo di una qualsiasi altra torta. Ovviamente è sempre un dolce, e i carboidrati e lo zucchero si affezionano così facilmente da non staccarsi più dalle cosce ma almeno, una angel food cake ci costa qualche minuto in meno di cyclette e si conserva molto a lungo senza perdere la caratteristica morbidezza.

Caratteristica principale della ricetta è il numero enorme di uova (di albumi per la precisione), che la fanno crescere senza neanche usare il lievito. Nella mia ricetta ne erano previsti addirittura 12 e questo mi aveva sempre fatto rinviare il tentativo perchè....che cosa avrei dovuto farne di 12 tuorli? Qualcuno avrei anche potuto consumarlo ma il resto? E di surgelarli non se ne parla nemmeno perchè, mentre gli albumi si mantengono piuttosto bene, i tuorli surgelati diventano una poltiglia collosa che ispirano il disgusto, altro che la voglia di mangiarli!

Poi al supermercato ho trovato questa confezione di albumi già belli pronti e pastorizzati e non ho avuto più scuse per rimandare l'esperimento ^_^



 Ho scelto la versione al Matcha (il pregiatissimo tè verde giapponese in polvere) che con l'aroma amarognolo ed erboso equilibra quell'uso piuttosto abbondante di zucchero dei dolci statunitensi. Altro strumento utile (ma non indispensabile) è il tipico stampo con i piedini e i foro centrale che permette, uno volto cotto il dolce, di capovolgere lo stampo per far raffreddare l'impasto senza farlo ammassare. Un altro trucco è infilare lo stampo capovolto sul collo di una bottiglia (tanto il dolce non cade).

Volendo si può usare un qualunque altro stampo a ciambella a bordi molto alti. Se invece si usa lo stampo normale, si può lasciare il dolce a raffreddare in forno: si abbasserà leggermente ma restando comunque soffice (però in questo caso è meglio dimezzare le dosi, perchè è un dolce che gonfia tantissimo).



MATCHA TEA ANGEL FOOD CAKE


venerdì 20 aprile 2012

Piccoli piaceri...


Se non avete mai provato un piccolo brivido di piacere al suono secco (TACK!) che la crosta della Crème Brulée produce quando è infranta dal cucchiaino...beh vi manca uno dei piccoli piaceri della vita.
Penso che il film Il favoloso mondo di Amèlie abbia sdoganato questo dessert, almeno per quanto mi riguarda: lo si gustava giusto in qualche ristorante sciccosetto con manie esterofile e onestamente non mi aveva mai tentato. Invece una volta provato è stato amore al primo cucchiaio: pannoso con quel tocco di aromatico dato dal caramello bruciato.

Preparazione all'apparenza facile ma insidiosa nei tempi: basta far cuocere un po' troppo la crema o peggio lo zucchero e... orrore! Invece di una fragrante crema alla vaniglia imprigionata da una lastra di caramello, ti ritrovi con un budino con lo zucchero gommoso. Gli chef ormai utilizzano il cannello a gas per caramellare lo zucchero ma,oltre a essere, a mio avviso un gadget inutile per l'uso domestico (per quel paio di volte l'anno che la preparo) è anche una scorciatoia: se la ricetta è nata per il forno che si usi il forno ;p

Per la corretta preparazione indispensabili le cocottine in ceramica da forno. In teoria anche una tazza potrebbe prestarsi per la particolare capacità di trasmissione termica della ceramica ma, non credo che qualcuno voglia fare esperimenti col servizio buono. personalmente preferisco usare cocottine più larghe piuttosto che quelle piccole: si riempiono di meno ma la crema cuoce meglio (perchè la particolarità di questa ricetta è che la crema si finisce di cuocere nel forno).


Crème Brulée


sabato 14 aprile 2012

La regina della festa


Tempo di Pasqua, di pranzi, di raduni e scampagnate, di pigre chiacchierate ...attorno al piatto.

E alla fine del pasto, come una spietata regina, arriva lei: la Pastiera!

Ricca, sontuosa, signorile (anche se la materia prima è popolare), potrebbe essere un pasto completo e dopo le gozzoviglie festive sembra un attentato alla salute (e alla linea già pesantemente intaccata). Eppure, appena il coltello affonda la crosta zuccherina, il profumo di cannella e fiori ti prende alla gola e non si può non assaggiarla.
Ovviamente ciò succede a condizione che la Pastiera venga preparata a regola d'arte. Ormai la ricetta è abbastanza facile da reperire (e adesso anche al nord non si deve più intraprendere la caccia al tesoro per trovare gli ingredienti) e basta leggerla per sfatare il mito che sia un piatto elaborato. Semmai ricco di ingredienti e ciò può far desistere dall'idea di prepararla ma, in definitiva, si tratta di una torta di ricotta e grano. Questa è veramente una ricetta antica, le origini si perdono addirittura nel mito (si tirano in ballo perfino la sirena Partenope e l'Olimpo: piuttosto bizzarro se si pensa che questo è il dolce che, nelle famiglie, è collegato soprattutto alla Pasqua), e perciò non c'è  famiglia napoletana che non abbia da dire la sua a riguardo al modo perfetto per prepararla.

Personalmente ritengo che la differenza tra una preparazione discreta e una memorabile sia il tempo: con le indicazioni di un libro ce la si cava in poco più di un paio d'ore, con le mie se ne va mezza giornata. Che poi alla fine tanta cura e precisione è esattamente la discriminante che passa tra il piatto commestibile e il piatto memorabile ;)...ops è partita la filippica, vabè siete avvertiti, la mia è la ricetta super meticolosa.




PASTIERA NAPOLETANA