domenica 8 luglio 2012

Agar agar...istruzioni per l'uso


Da quando ho letto che i giapponesi usano questo prodotto per i loro dolci ho sempre avuto il desiderio di provarlo: si usa per addensare e gelificare e ha lo stesso funzionamento dei fogli di gelatina o colla di pesce, con la differenza che si ottiene da certe alghe e quindi è completamente vegano (mentre la gelatina è di origine animale e non scrivo come si fa altrimenti qualcuno potrebbe non avvicinarsi più alla panna cotta finché campa). A differenza della gelatina si scioglie a temperatura abbastanza alta ma si rassoda anche più velocemente e, inoltre, riesce a solidificare liquidi molto acidi (tipo succhi di frutta) che in genere non reagiscono con la gelatina animale. E' consigliabile sciogliere l'agar agar in poco liquido bollente e poi aggiungere gli altri ingredienti da addensare (possibilmente non freddi, se no si ottiene un troppo rapido sbalzo termico che produce una sorta di grumi) ma, se il preparato non venisse della consistenza desiderata basta rimettere il tutto sul fuoco a sciogliere e aggiungere un altro po' di gelificante.

Infine, questa è una mia considerazione personale: usandolo per preparare budini o simili, la consistenza al palato pare più delicata eppure ho come l'impressione che sazi di più.

In genere si trova in commercio nei negozi alimentari etnici (sotto forma di cubetti disidratati o filamenti che però non mi hanno mai ispirato molto) o nei negozi alimentari bio (in polvere, in genere 2-3g, ossia un cucchiaino da té scarso, bastano per 500 ml di liquido).


Il primo esperimento, a dirla tutta, mi è venuto un po' raffazzonato, complici la fretta e la scelta di una ricetta che richiede molta pazienza. Ho voluto provare a fare il Rainbow Agar,  dessert molto diffuso in Malesia. Visto il caldo tropicale, una gelatina a base di latte di cocco mi sembrava l'ideale XD Ho voluto però strafare utilizzando, invece di acqua zuccherata e colorata, dei succhi di frutta e ciò ha reso la preparazione un po' più instabile. Inoltre invece di una forma grande, in questi casi, rende meglio l'utilizzo di formine (ma come già accennato, io non ho avuto pazienza).

domenica 24 giugno 2012

Il porridge estivo

Per parecchio tempo ho irriso le abitudini alimentari dei britannici e, tra i piatti che tradizionalmente fanno parte della loro dieta,uno di quelli che meno mi sarei sentita invogliata ad assaggiare era il porridge (che, a voler proprio essere gentili, paragonavo alle pappette per svezzare i neonati). A parte l'aspetto ero convinta che fosse troppo dolce e facesse ingrassare (e ciò può essere anche vero, perchè il grado di zucchero e grassi di questa pietanza può variare molto a seconda della preparazione). Comunque, quando ho cominciato a capire che la colazione in stile inglese ti dà la carica per tutto il giorno e,se si fa attenzione ai grassi utilizzati, è anche più sana del nostro cornetto+cappuccio, mi è nata la curiosità di assaggiare il porridge. Io in genere lo preparo solo con latte e fiocchi d'avena (proporzione 2 a 1) cuocendo per una decina di minuti a fuoco medio. Non aggiungo zucchero ma un cucchiaino di miele e poco latte freddo quando la pappetta è pronta. A me piace prepararlo molto denso ed è l'ideale sia per colazione o per una cena leggera, così caldo e cremoso. Inoltre ho scoperto che fa anche benissimo, introdotto anche nei regimi dietetici perchè l'avena ha fibre, vitamine, pochi zuccheri e, nella cottura, i fiocchi si gonfiano, quindi l'apporto calorico è limitato (con 50 grammi di fiocchi si ottiene una scodella grossa di porridge con apporto calorico tra 300 e 350 kcal, utilizzando anche il latte intero e il miele).

Il problema viene con la stagione estiva: per quanto buona e salutare possa essere, una pappa calda non si è proprio invogliati ad ingurgitarla quando ci si alza con una temperatura che promette di superare i 30 °. In nostro soccorso arriva le ricetta del Summer Porridge, ricetta da preparare a freddo che, oltre ad essere una fresca colazione o un leggero pasto serale, nella versione di cui do la ricetta, è un concentrato di ingredienti brucia grasso (yogurt, mela, avena).





SUMMER PORRIDGE

domenica 17 giugno 2012

E' arrivata l'estate...

...ma io ai cupcake non ci rinuncio XD. Ho sperimentato una buonissima ricetta che oltre a non contenere uova, facilmente eseguibile quindi anche con ingredienti vegani, è perfetta con tutti i tipi di frutti rossi. Ovviamente io ho scelto la versione con le amatissime ciliege.





CUPCAKE ALLO YOGURT E CILIEGE

per 10 tortine

60 g farina manitoba 00
30g fecola patate
125 ml yogurt bianco
circa 20 ciliege
2 cucchiai di gelatina fragola (o altri frutti rossi)
80g zucchero
75g burro
mezza bustina lievito per dolci


per frosting
250 ml panna fresca
125 g formaggio cremoso
25g zucchero a velo

venerdì 8 giugno 2012

La mia quasi blanquette.

Niente dolce? E no, non di solo zucchero vive la food blogger e comunque rivendico il mio diritto di titolare di cambiare capricciosamente e arbitrariamente il tema della pagina XD

Scherzi a parte, questa ricetta mi ha stuzzicato troppo per non condividerla. Unisce molti elementi che mi attraggono sempre in una pietanza: la cremosità, il gusto delicato e l'ispirazione francese. E si, la cucina francese è il mio grande e primo amore culinario anche se sono passati molti anni prima che trovassi ricettari (e, God bless the net, dei blog) che mi portassero un po' oltre la definizione di crepe o di zuppa di cipolle. Quindi non posso dirmi un'esperta. Sono più una cuoca pasticciona che apprezza tutte quelle tradizioni gastronomiche, che, come la nostra, portano impressa in un piatto la storia di vite rurali, invasioni culturali, guerre e rivoluzioni. Una cucina che non è solo panna e burro ma che, in effetti, spesso ne usa nei piatti che ne sono l'emblema.

E, a dirla tutta, la blanquette (o stufato bianco) è un piatto che non ho mai cucinato per la presenza della panna (anche se non in quantità smodata) ma soprattutto perchè non mi ritrovo mai tutti gli ingredienti in casa. Come dice il nome, tutto deve essere bianco, quindi carne di vitello, pollo o coniglio. Verdure di accompagnamento sono di solito funghetti, cipolline oppure sedano rapa e patate. Insomma alla fine, dopo aver avuto in mente la ricetta per mesi, mi sono decisa a prepararne una versione alleggerita e colorata. Se si vuole fare la versione classica, basta sostituire lo yogurt con la panna fresca e utilizzare le verdure che ho elencato sopra (in particolare funghetti e cipolline).




"QUASI" BLANQUETTE DI POLLO

domenica 20 maggio 2012

Girandolì, girandolà


Visto che questa primavera non vuole proprio saperne di mostrarsi, ecco un'altra ricetta deliziosa a tema cannella. I cinnamon roll o girelle (rotolini) alla cannella non sono molto complicati ma necessitano di un bel pomeriggio uggioso, in cui non si abbia voglia di tirar fuori il naso, speso molto tranquillamente tra un impasto e una pausa di levitazione.
La ricetta che posto non è molto zuccherata né particolarmente grassa, quindi, più che brioche fragranti, si ottengono  dei panini al latte aromatizzati e leggermente dolci (lo zucchero è quasi assente nell'impasto e la dolcezza dipende dalla glassatura).

GIRELLE ALLA CANNELLA

domenica 13 maggio 2012

Mela e cannella

E' una combinazione che mi richiama subito alla mente il Trentino, tipica dello strudel ma anche di tisane locali e delle feste invernali...quindi perfetta per questa primavera, che di primaverile non ha proprio nulla, passata tra piogge torrenziali e anticipi d'estate. E poi io sono una drogata di cannella, per cui ogni momento è buono per cucinare dei cupcake alla mela. A seconda della quantità e consistenza della frutta, la riuscita può variare molto.
Se si mette la mela a cubetti o se ne mette poca, i dolcetti cresceranno parecchio mentre, se si decide di frullarla (come piace a me e, in questo caso si può anche essere generosi con la quantità di frutta: io per esempio ne metto anche il doppio rispetto a quella segnata in ricetta) verranno dei tortini più bassi, ma comunque cresciuti,e morbidissimi.



TORTINE ALLA MELA E CANNELLA

sabato 5 maggio 2012

Il cibo degli angeli

E' il tipico ciambellone americano, da non confondere con la simile chiffon cake da cui differisce per l'assenza di tuorli d'uovo: è l'angel food cake. Chiamato così perchè è così soffice, delicato e chiaro da sembrare una nuvola e, a dirla tutta, senza neanche un grammo di grassi o colesterolo. Infatti una fetta da 100g (un fettone, data la leggerezza del dolce) apporta circa 250 Kcal contro le 350 minimo di una qualsiasi altra torta. Ovviamente è sempre un dolce, e i carboidrati e lo zucchero si affezionano così facilmente da non staccarsi più dalle cosce ma almeno, una angel food cake ci costa qualche minuto in meno di cyclette e si conserva molto a lungo senza perdere la caratteristica morbidezza.

Caratteristica principale della ricetta è il numero enorme di uova (di albumi per la precisione), che la fanno crescere senza neanche usare il lievito. Nella mia ricetta ne erano previsti addirittura 12 e questo mi aveva sempre fatto rinviare il tentativo perchè....che cosa avrei dovuto farne di 12 tuorli? Qualcuno avrei anche potuto consumarlo ma il resto? E di surgelarli non se ne parla nemmeno perchè, mentre gli albumi si mantengono piuttosto bene, i tuorli surgelati diventano una poltiglia collosa che ispirano il disgusto, altro che la voglia di mangiarli!

Poi al supermercato ho trovato questa confezione di albumi già belli pronti e pastorizzati e non ho avuto più scuse per rimandare l'esperimento ^_^



 Ho scelto la versione al Matcha (il pregiatissimo tè verde giapponese in polvere) che con l'aroma amarognolo ed erboso equilibra quell'uso piuttosto abbondante di zucchero dei dolci statunitensi. Altro strumento utile (ma non indispensabile) è il tipico stampo con i piedini e i foro centrale che permette, uno volto cotto il dolce, di capovolgere lo stampo per far raffreddare l'impasto senza farlo ammassare. Un altro trucco è infilare lo stampo capovolto sul collo di una bottiglia (tanto il dolce non cade).

Volendo si può usare un qualunque altro stampo a ciambella a bordi molto alti. Se invece si usa lo stampo normale, si può lasciare il dolce a raffreddare in forno: si abbasserà leggermente ma restando comunque soffice (però in questo caso è meglio dimezzare le dosi, perchè è un dolce che gonfia tantissimo).



MATCHA TEA ANGEL FOOD CAKE